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I  LANDMARKS

 

 

 

      “Non sposterai i confini del tuo vicino, posti dai tuoi antenati,

nell’eredità che ti sarà toccata,

nel Paese che il Signore tuo Dio ti dà in possesso”

 

            La solenne e maestosa risonanza che queste parole contengono ci giunge da molto lontano.  Esse sono parte del Deuteronomio (19:14), l’ultimo dei 5 libri che costituiscono il Pentateuco, la Torah ebraica, la Legge per antonomasia.

            L'espressione usata nel testo citato è “Gevul”, parola ebraica che significa appunto ‘confine’,  che in lingua inglese è tradotta con “Landmark”.

            Nel lessico massonico Landmark è pervenuta a significare una norma tramandata da tempo immemorabile, e costituente il limite non valicabile oltre il quale la pratica massonica perde i connotati della regolarità.

            In altre parole, e il più brevemente possibile, i Landmarks sono i termini della tradizione orale da sempre stabiliti, e le pietre miliari non oltrepassabili della prassi muratoria.

            Per riassumere quanto finora detto:  Gevul tradotto in inglese è Landmark.  Ma come può essere tradotta in italiano la parola inglese?  Questo rimandare dalla parola ebraica Gevul a quella inglese Landmark e tradurre quest’ultima in italiano può sembrare ozioso:  ma non lo è.  E’ invece necessario, se vogliamo ricercare e trovare tutto lo spessore semantico della parola.

            Landmark significa:

            1 - Punto di riferimento

            2 - Monumento o edificio che caratterizza un luogo

            3 - Pietra miliare

4 - Pietra confinaria

            E’ questo lo spettro totale del significato della parola, che si adegua perfettamente alla connotazione che ha assunto in ambito massonico ed alle varie concezioni in cui viene, di solito, adoperata.

            Infatti, essa è pronunciata nel senso di:  stabile e certo punto di riferimento per determinare che cosa è massonico e che cosa non lo è.

            Essa, inoltre, indica i contrassegni che fanno della Massoneria quella Istituzione che essa è.

            I Landmarks sono anche (siamo al terzo significato) le pietre che misurano il nostro cammino e segnano il progredire della nostra massonicità.

            Essi, infine, delimitano i confini che non dobbiamo oltrepassare né far oltrepassare.

            Esplorato il territorio semantico del termine, seguiamo il suo cammino storico all’interno della Libera Muratoria.

            La prima Costituzione Massonica fu quella che poi è passata alla storia con il titolo di “Regolamenti Generali”.  Essa fu compilata nell’anno 1720, da George Payne, allora Gran Maestro, e fu approvata nella Seduta della Gran Loggia tenuta il giorno di S. Giovanni Battista nel 1721, allorché, scaduto il Payne, venne eletto Gran Maestro il nobilissimo Principe di Montagu.

            Ebbene, il 39° ed ultimo articolo di queste Regulations (il cui testo costituisce lo schema di tutte le successive Costituzioni di tutte le Comunioni Massoniche del mondo) così recitava:

            “Ogni Gran Loggia annuale ha in sé il potere e l’autorità di fare nuove norme o di modificarle nel reale interesse della antica Fraternità, purché gli antichi Landmarks siano sempre scrupolosamente mantenuti, e che queste modifiche o queste nuove norme siano proposte ed accolte dalla terza Assemblea Trimestrale, che precede la Gran Festa Annuale:  inoltre che esse siano presentate all’attenzione di tutti i Fratelli prima del pranzo, per iscritto, anche al più giovane Apprendista:  l’approvazione ed il consenso della maggioranza di tutti i fratelli presenti essendo assolutamente necessaria per rendere le medesime vincolanti ed obbligatorie;  che devono essere, dopo il Banchetto e dopo che si è installato il nuovo Gran Maestro, solennemente definite;  come si è deciso e ottenuto per questi Regolamenti, allorché proposti dalla Gran Loggia a circa 150 Fratelli, nel giorni di S. Giovanni Battista del 1721.”

            Dopo questa citazione nelle Regulations del 1721, il termine Landmark inizia il suo lungo viaggio all’interno della L\M\.  Esso mostra subito le sue caratteristiche più importanti,  che sono la inviolabilità e la immutabilità (le Regulations sono perentorie:  “... purché gli antichi Landmarks siano sempre scrupolosamente mantenuti”).

            Ma, se mostra con l’inviolabilità e l’immutabilità il suo più importante connotato, denuncia il suo limite, che è quello della mancanza di precisi contorni, di una sua inconfondibile fisionomia.

            La ricerca di questi contorni e di una riconoscibile fisionomia ha occupato generazioni di scrittori di cose massoniche.  Già dal 1809 la Gran Loggia dei “Moderns” costituì la così detta “Lodge of Promulgation” per indagare sugli antichi “Limiti dell’Arte”,  per precisarne, in modo definitivo ed inequivocabile, i veri ed autentici lineamenti.

            E da allora, numerosi furono i tentativi per numerare distintamente i Landmarks e per dar loro una chiara formulazione.  Durante tutto il XIX secolo si ebbero molti elenchi di Landmarks (ricordiamo quello notissimo di Mackey in 25 punti e quello di Findel in 9),  tutti ad esprimere l’importantissima esigenza di definire la dimensione perenne ed immutabile del pensiero massonico.

             Vi sono 15 o 20 collezioni di Landmarks, ed io, al fine di commentarne almeno una, ho scelto quella di Roscoe Pound,  che ha il pregio, a mio avviso, di essere al tempo stesso la più recente (fu redatta nel 1919), la più breve (consta di soli 7 punti), e di essere stata compilata da un Fratello Americano che era nella vita profana un eminente giurista.  Ecco il suo elenco:

1 - Monoteismo

2 - Credenza nella immortalità, insegnamento finale della filosofia massonica

3 - Il Volume della Legge Sacra, parte integrante dell’arredo di Loggia

4 - La leggenda del Terzo Grado

5 - Il segreto (acquisizione spirituale)

6 - Il simbolismo dell’Arte operativa

7 - Il Massone deve essere un maschio adulto, nato libero.

            A commento di questo elenco, si può subito notare come esso mutui la maggior parte delle sue affermazioni dal testo degli Antichi Doveri. 

            I primi tre punti, in particolare, rivelano uno spiccato carattere esegetico, poiché danno forma agli elementi di fede religiosa (monoteismo ed immortalità) e di procedura (Volume della Legge Sacra), impliciti negli Antichi Doveri.

            E sempre dagli Antichi Doveri, in linea diretta, sono tratti gli ultimi tre punti:  il segreto, il simbolismo, le prerogative necessarie all’iniziabilità.

            Già da questo primo ed affrettato commento si può dedurre quanto problematica sia la definizione chiara ed esauriente dei limiti dell’Arte Muratoria.  Sarà bene cercare di capire che cosa essi sono.

            “Sono innanzitutto linee e non superfici;  sono termini ideali impliciti, ma non suscettibili di esplicitazione:  nel momento in cui questa ha luogo, i Landmarks perdono la loro funzione per assumere quella di contenuti, di princìpi o di norme positive. 

            I Landmarks sono, per loro propria essenza, taciti:  stanno ai princìpi ed alle norme come l’Assoluto sta alla Manifestazione, li contengono ma non si esauriscono in essi.     Ci si accorge dei Landmarks allorché vengono oltrepassati e ci si viene a trovare in territorio non massonico:  prima che ciò avvenga i Landmarks restano all’orizzonte quali punti ideali di riferimento” (M. Moramarco).

            La Massoneria Inglese, nella sua qualità di Loggia Madre del mondo, considerando la vivace proliferazione di gruppi massonici in ogni luogo del pianeta e vedendo che ogni gruppo,  profittando della aleatorietà e della soggettività delle liste dei Landmarks, statuiva come regolari le attività massoniche più disparate,  decise di trasporre i Limiti in Princìpi Basici.

            Nell’anno 1929, infatti, la United Grand Lodge of England promulgò i seguenti “Basic Principles for Grand Lodge Recognition”:

1 - Regolarità di origine:  ossia, ogni Gran Loggia deve essere stata fondata legittimamente da una debitamente riconosciuta Gran Loggia o da tre o più Logge regolarmente riconosciute

2 - Che una credenza nel G.A.D.U. e nella sua volontà rivelata sia una qualificazione essenziale per l’appartenenza

3 - Che tutti gli iniziati assumano le loro obbligazioni sopra o in piena vista del Volume aperto della Legge Sacra, per il quale si intende la rivelazione dall’alto che è vincolante sulla coscienza del singolo individuo che viene iniziato

4 - Che la composizione della Gran Loggia e delle singole Logge debba essere costituita esclusivamente da uomini:  e che ogni Gran Loggia non possa avere rapporti massonici di qualsiasi genere con Logge miste o Corpi che ammettano donne fra i loro appartenenti

5 - Che la Gran Loggia debba avere giurisdizione sovrana sulle Logge sotto il suo governo:  ossia che debba essere una organizzazione responsabile, indipendente, autoregolantesi,  con esclusiva ed indispensabile autorità sull’Arte o Gradi Simbolici (Appr. - Compagno - Maestro) nella sua Giurisdizione e non debba in alcun modo essere soggetta a, o dividere tale autorità, con un supremo consiglio od altra potenza rivendicante qualsiasi controllo o supervisione su tali Gradi

6 - Che le tre grandi Luci della Massoneria (segnatamente il Volume della Legge Sacra, la Squadra e il Compasso) debbano essere sempre esposti quando la Gran Loggia e le Logge sue subordinate sono al lavoro;  la principale di esse essendo il Volume della Legge Sacra

7 - Che ogni discussione di religione e di politica nella Loggia debba essere strettamente proibita

8 - Che i princìpi degli antichi Landmarks,  costumi ed usi dell’Arte debbano essere strettamente osservati.

            Questi Princìpi Basici, dei quali (incredibilmente) gli autori massonici non parlano quasi mai, sono la redazione normativa e positiva della nostra Istituzione:  da essi, così come sono esposti,  si possono rilevare con chiarezza i lineamenti certi e riconoscibili della Libera Muratoria.

            Ed in più contengono (con il numero 8) un autorevole richiamo ai Landmarks (di cui si raccomanda la più stretta osservanza) e di tutte quelle norme, quegli usi e quei costumi tramandati da tempo immemorabile e costituenti il limite invalicabile, oltre il quale la Massoneria perde i connotati dell’autenticità.

            In conclusione, si può affermare che la raccomandazione di osservare scrupolosamente i principi degli antichi Landmarks altro non è che l’invito a ricercare nella Tradizione gli insegnamenti che devono guidare i nostri pensieri e le norme (usi e costumi) che devono guidare la nostra azione.

            Poiché gli Antichi Landmarks sono i Princìpi sui quali si fonda la Tradizione alla quale noi attingiamo, Tradizione come rispetto del Lavoro dei nostri antenati,  essi sono la chiave della coerenza massonica costruita sui secolari, tradizionali imperativi.

            Essi sono anche il sistema più duttile che si poteva escogitare per mantenere conforme alle origini una comunione iniziatica che si prefigge lo scopo di erigere il Tempio Universale della Fraternità.

            Essi (I Landmarks) sono i fari della Tradizione, che accompagnano la vita e la sostengono:  perché è la Tradizione che illumina la strada della conoscenza che noi percorriamo,  per la nostra evoluzione spirituale,  per il bene dell’Umanità e

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